Cordialiter, blog di spiritualità cristiana

I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti. (San Pio X, Lettera Apostolica “Notre charge apostolique”)

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venerdì 22 settembre 2017

Il modernismo attacca la devozione mariana

L'eresia modernista si sta avventando con accanimento contro tutto ciò che è cattolico, tra cui la devozione alla Madonna. Ho discusso di questo ed altri argomenti con Riesina, una giovane collaboratrice del blog (si è laureata nel febbraio 2016 all'età di 22 anni).


- I santi nutrivano molta devozione verso la Beata Vergine Maria, invece i modernisti che sostengono posizioni più estremiste dicono che la devozione mariana è un ostacolo al dialogo coi luterani, e che quindi bisogna sopprimerla. Non ti sembra una cosa assurda abolire la devozione alla Madonna, la quale è la Mediatrice universale di tutte le grazie?

- Certamente, si tratta di una scelta assurda e insensata. Proprio la Beata Vergine si è fatta veicolo preferenziale della Parola di Dio, prima accettando che nel Suo Grembo si incarnasse il Figlio Unigenito di Dio e poi trasmettendo con una certa frequenza i messaggi di Dio ai veggenti, per fare sì che l’umanità potesse rigettare il peccato e gli inganni del Demonio per abbracciare una vita secondo la Volontà di Dio. Inoltre è l’unica creatura umana ad essere stata concepita senza il peccato originale, e ad essere stata assunta al Cielo in Anima e Corpo. In tutto questo sta la straordinarietà della figura di Maria e la sua enorme importanza per noi Cattolici; di conseguenza abolire la devozione alla Madonna significa di fatto rinunciare ad essere Cattolici. 

- Certi teologi che hanno abbracciato l'eresia modernista dicono che Gesù non è risorto, mentre invece San Paolo afferma che se Cristo non fosse risorto, la nostra fede sarebbe vana. Cosa ne pensi di questa eresia?

- Purtroppo il modernismo porta ad una banalizzazione della Fede, da cui vengono sradicati gli elementi sovrannaturali fino a trasformare la Storia Sacra in un racconto simbolico, non tanto diverso dai miti dell’Antica Grecia. Di conseguenza abbiamo teologi che sostengono che Cristo non sia risorto; altri che affermano che la Genesi sia un racconto simbolico, e così via. Tutto questo in un certo senso conduce all’ateismo, per cui è importante che chi crede in queste teorie si ravveda e torni sui suoi passi ad una visione tradizionale della Fede che accetti tutti i Dogmi del Cattolicesimo. Inoltre mi scandalizza sapere che chi crede in queste teorie non di rado le “sponsorizza”, argomentandole e facendole conoscere alle altre persone; di conseguenza si ha una nociva diffusione di queste eresie, non dissimili da un cancro che corrode la Cattolicità.

- Molti modernisti affermano che Gesù non sapeva di essere Dio e che sarebbe morto in croce. Invece noi cattolici fedeli al Magistero della Chiesa crediamo che Gesù, essendo Dio, è onnisciente, e quindi sapeva benissimo di essere la Seconda Persona della Santissima Trinità e che si sarebbe immolato sulla croce per la nostra redenzione. Può un Dio non sapere di essere Dio?

- Certamente no. Pensare che Dio non sia onnisciente (e, di rimando, che non sia onnipotente) rappresenta un grave affronto verso la Verità della Chiesa Cattolica. A onor del vero, va detto che Cristo, agonizzando nel Getsemani, ebbe un momento di scoramento in cui pronunciò le parole “Padre, se possibile, allontana da Me questo calice”, ma va detto che queste parole sono frutto della doppia natura (sia umana che divina) di Cristo; questo non cozza in nessun modo con il fatto che Cristo si sarebbe immolato sulla Croce, tanto è vero che poi Cristo aggiunse “Sia fatta la Tua Volontà”, rimettendo gli eventi futuri nelle mani di Dio, consapevole di essere sceso sulla Terra per redimere l’umanità intera. 

- Il grande Papa San Pio X (uno dei santi più venerati dai cattolici fedeli alla Tradizione) disse che non sono lontani dal vero coloro che considerano i modernisti i peggiori nemici della Chiesa, poiché costoro tentano di distruggerla dal di dentro. Anche secondo te i modernisti sono i peggiori nemici della Chiesa Cattolica?

- Non mi è difficile crederlo. Oggi si sente parlare spesso di persone, che si autodefiniscono “cattoliche” ma che, parlando per esempio dell’integrazione tra le culture, sostengono la necessità di sottomettere la nostra cultura, basata sulla religione Cattolica, alle altre culture. Di solito motivano questa loro presa di posizione dicendo che non bisogna escludere le altre culture. Così abbiamo scuole cattoliche che rinunciano a simboli quali il Crocifisso nelle aule, o il presepe a Natale, e così via; e in tutto questo chi ha una vera fede cattolica si sente “da meno”, ed è quasi spinto a nascondere il proprio credo quasi fosse un elemento di cui vergognarsi. Inoltre i modernisti quando sono nella posizione di maestri tramandano ai propri sottoposti una Fede all'acqua di rose – se non addirittura eretica; penso per esempio agli insegnanti di religione che presentano ai propri alunni una visione della Storia Sacra come un racconto simbolico e non come una testimonianza dell’Amore di Dio verso di noi, e questo è molto nocivo perché porta le persone ad avere una visione del tutto deformata di quella che è la Verità di Dio. 

- I modernisti nutrono un sommo disprezzo per la Messa tridentina. Se loro che sono i seguaci dell'eresia modernista disprezzano così tanto la liturgia tradizionale, è evidente che si tratta di un baluardo della Dottrina Cattolica. Pensi che sia encomiabile impegnarsi nel difendere e promuovere la Messa in rito antico?

- Certamente. Non molto tempo fa su Facebook mi è capitata sott’occhio una vignetta, nella quale il rito veniva paragonato a un autobus in cui il sacerdote rappresenta il conducente. Sotto c’era la domanda: “preferisci che il conducente guidi rivolto verso i passeggeri o verso la strada?”. Questa battuta ci aiuta a capire l’importanza di una celebrazione coram Deo. La Messa Tridentina offre, rispetto alla Messa Novus Ordo, una maggiore proiezione verso Dio, che viene trasmessa al fedele tramite la bellezza della liturgia, e appunto, anche tramite la celebrazione coram Deo, in quanto si ha un maggiore senso dell’essere tutti proiettati verso Dio, come unico vero centro della liturgia. Talvolta i modernisti rigettano la Messa Tridentina “per partito preso”, senza cioè conoscere realmente tale forma di liturgia. 

- San Pio X nella monumentale Enciclica "Pascendi Dominici grecis", nella quale condannò il modernismo definendolo la "sintesi di tutte le eresie", disse che queste dottrine avrebbero portato le anime all'ateismo. Ti sembra che si sia avverato il pronostico di questo pio e zelante Pontefice?

- Purtroppo, sì. Il modernismo equipara l’importanza di aiutare le anime a raggiungere la Celeste Beatitudine alla necessità di aiutare le persone nel corso della propria vita terrena (penso per esempio alle iniziative “umanitarie”, quali per esempio le raccolte di fondi per contrastare la fame in Africa, e così via). È sì importante aiutare le persone che sono indigenti ad avere un tenore di vita dignitoso; questo è quello che facevano grandi Santi come Giovanni Bosco, Francesco d’Assisi e altri ancora, ma bisogna essere molto attenti ad evitare un atteggiamento “strabico” in cui ci si focalizzi maggiormente sulle necessità materiali degli uomini perdendo di vista quelle spirituali. In caso contrario si va verso un materialismo che indubbiamente allontana le anime dalla dimensione spirituale; se san Giovanni Bosco aiutava i ragazzini orfani e maltrattati a vivere dignitosamente e li instradava verso il Cattolicesimo, oggi si rischia che ci siano sacerdoti, o educatori cattolici modernisti, che si limitano a dar da mangiare ai poveri senza compiere un atto di carità cristiana ancora più grande, e cioè renderli consapevoli che l’anima è immortale e che di conseguenza bisogna vivere in modo da compiacere Dio, così da avere l’accesso al Regno dei Cieli.


- A Dio piacendo, in autunno io, tu, Chantal, Letizia e Maristella ci incontreremo alcuni giorni e assisteremo assieme al Santo Sacrificio della Messa celebrato col rito antico. Sei contenta di ritrovarci tutti assieme e di condividere dei momenti in fraterna letizia?


- Certamente! Il pellegrinaggio Summorum Pontificum, che nasce come risposta all’omonimo Motu Proprio di Benedetto XVI, è un’ottima occasione per toccare con mano quanto la Messa Vetus Ordo sia amata a livello popolare. Per me sarà il secondo anno consecutivo in cui prenderò parte al Pellegrinaggio, e non vedo l’ora di partire per Roma, dove potrò assistere alla bellezza del Rito Antico, celebrato in alcune tra le chiese più belle di Roma, e confrontarmi con voi sugli argomenti che maggiormente interessano la vita dei cattolici al giorno d’oggi. Per consentire questo, il pellegrinaggio Summorum Pontificum non solo offre delle straordinarie celebrazioni liturgiche, ma organizza anche un ciclo di conferenze che toccano le tematiche più delicate proponendo delle esaurienti spiegazioni, perfettamente comprensibili e rivolte a chiunque voglia prenderne parte. 



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Pensiero del giorno

Il sacerdote deve essere tutto di Dio [...] La chiesa per questo lo riveste di una lunga tunica [...] L'abito sacerdotale deve mostrare che il ministro sacro quasi non ha corpo, è volto a Dio con tutte le sue forze, e cerca solo la salvezza delle anime. Ora, se l'abito talare ha una forma secolaresca, se il capo è coltivato mondanamente con [...] i ciuffi, e magari i riccioli ed i profumi, se di sotto ad una succinta sottana fanno mostra i calzoni, [...] che cosa rappresenta più un Sacerdote per il popolo? Quell'esteriore non lo raccomanda, ed in se stesso è un segno troppo evidente di poco spirito e poca rinunzia al mondo. [...] Se si veste mondanamente, spegne la sua luce, e mostra in sè tutt'altro che la corsa dell'anima verso Dio.


[Brano tratto da "Nei raggi della grandezza e della vita sacerdotale" di Dain Cohenel (pseudonimo di Don Dolindo Ruotolo)  edito nel 1940].

giovedì 21 settembre 2017

Alcuni errori modernisti sulla Confessione

Tempo fa ho pubblicato un post sull'Atto di dolore. A tal proposito ho avuto uno scambio di pensieri con Maristella (tra noi due c'è un rapporto di amicizia spirituale talmente forte che ormai ci consideriamo "fratelli adottivi").


Carissimo in Cristo,
                                 ti lascio una breve riflessione prima di dedicarmi alla preghiera [...]. Questa mattina mi ha molto colpita leggere il tuo messaggio sul blog. [...] Tra le varie preghiere io uso molto anche l'Atto di dolore. [...] Per l'Atto di dolore mi sono fatta un bigliettino che tengo a portata di mano quando vado a confessarmi. Di solito con il sacerdote recito "O Gesù d'amore acceso..." e poi l'Atto di dolore lo dico successivamente in Chiesa.

[...] Però tornando al tuo messaggio di questa mattina io penso che se una persona vuole imparare una preghiera può farlo tranquillamente e senza particolare fatica. Come impariamo le parole delle canzoni che alle volte sono pure stupide...

Grazie ancora!

Dio ti benedica

Maristella


Cara sorella in Cristo, 
                                    sono contento che anche tu apprezzi molto l'Atto di dolore. Il mio consiglio è di recitarlo anche prima di confessarti (dopo aver fatto l'esame di coscienza), così da avere maggiore dispiacere dei peccati commessi. Giova dirlo anche perché oggi molti confessori non lo fanno recitare più (non fanno recitare nemmeno "O Gesù d'amore acceso"). Se manca il dolore dei peccati commessi (almeno di quelli mortali, oppure di almeno un peccato veniale se la Confessione è solamente di colpe leggere), la Confessione è nulla (e anche sacrilega, se il penitente è consapevole di non essere dispiaciuto dei peccati che ho specificato nella precedente parentesi). I modernisti insegnano erroneamente che Dio perdona tutti, anche coloro che non sono pentiti dei peccati commessi (infatti secondo loro l'inferno è vuoto, mentre i santi che lo hanno visto hanno notato che non è affatto vuoto, anzi dicevano che le anime vi precipitano numerose come fiocchi di neve). Invece il Concilio di Trento insegna infallibilmente che il dispiacere soprannaturale dei peccati commessi è una condizione indispensabile per ottenere il perdono del Signore.

Tra l'altro i modernisti dicono che non bisogna confessarsi spesso. Invece i santi consigliavano il contrario. Io ho notato su me stesso che dopo la Confessione per alcuni giorni prego con più fervore e vivo più raccolto e devoto. Inoltre mi sento più forte nel lottare contro le tentazioni.

Adesso ti lascio recitare le tue preghiere. Ti auguro una santa giornata... col cuore rivolto sempre al nostro vero Bene, cioè a Dio.

Cordialiter


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Per le madri cristiane

Pubblico volentieri un interessante brano che Teodolinda ha trovato su un vecchio opuscolo che tratta dell'educazione cristiana dei bambini (a lato... una mia foto da bambino mentre armeggio con alcuni giocattoli a casa della mia nonna materna).   :-)


Il primo svegliarsi della coscienza.



Nella tenera età la vita affettiva predomina; il sentimento e l’istinto si destano prima della ragione. Se tu vuoi educare il tuo piccolo alla fede e alla pietà, bisogna che segui il cammino tracciato dalla natura. Non sarà quindi coi lunghi discorsi che insegnerai a voler bene al Signore. Già prima che compisse l’anno, gli avrai insegnato a mandare con la manina un bacio a Gesù Bambino ed alla Madonna. Ora lo condurrai in chiesa a salutare Gesù Bambino nella sua casina d’oro; lieve e dolce sarà la tua fatica se dovrai ancora portarlo in collo, o se pazientemente dovrai condurlo per mano, uniformando il tuo passo al suo. Giunto in chiesa, sarà il segno di croce, per cui la tua mano condurrà la sua inesperta e incapace manina e il gesto del ditino in bocca, imitato gravemente da te, come segno che nella casa di Dio si fa silenzio. Al destarsi al mattino, all’addormentarsi alla sera, gli farai ripetere il segno di croce, le prime preghiere, che saranno facili parole alla sua portata: Gesù ti amo - Ti saluto Maria. E intanto, in questo secondo anno di vita le immagini cominciano a collegarsi, e quando tu dirai: non far questo perché Gesù non vuole, perché alla Madonna dispiace, vedrai il bambino voltarsi subito a cercare l’immagine a cui l’idea si riferisce. E - a meno che il capriccio sia dovuto a causa fisica, sfuggita alla tua osservazione - vedrai il bambino calmarsi e sorridere. Chi come te ha pratica di bambini (e la tua esperienza sarà subito fatta anche se sei al primo nato) segue con crescente interesse questo sviluppo progressivo per cui il bambino collega prestissimo il suo amore al piacere di far cosa gradita alla persona amata. Ed è così che nei primi due o tre anni di vita tu sei tutto per lui, godi il suo affetto e la sua fiducia; sei il rifugio, la protezione, il rimedio per tutti i mali. Per il tuo piccino tu mamma, sei infallibile. A questa deliziosa disposizione di spirito è importantissimo tu corrisponda dando al bambino impressioni buone e abitudini corrette: saranno la base della sua vita avvenire.



[Brano tratto dall'opuscolo "Primi passi" dell’Unione Donne di Azione Cattolica, Roma].


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Pensiero del giorno

È di moda oggi [...] giudicare, criticare, sradicare tutto ciò che non sa di novità, di moderno, di sovvertimento. [...] E il povero cristiano è sbalordito nel sentire tanta acredine spumata da certi comunistelli di sacrestie, nel sentire in ogni tono che tutto è arretrato. [...] In particolare il solo effetto che proviene dalla loro azione nel campo sociale è scardinare, scalzare, distruggere, radere al suolo, preparare insomma la strada... a chi? basta guardare a chi ha in mano le fila di questa devastazione. Noi diciamo, all'Anticristo, e non temiamo smentita: l'Anticristo per noi è chiunque sta per una società contro Dio o anche semplicemente senza Dio. E chi si allea o tende la mano verso costoro, obbedisce e spiana la strada, senza saperlo, all'Anticristo.


[Cardinale Alfredo Ottaviani, "Il baluardo", casa editrice Ares, 1961]

mercoledì 20 settembre 2017

Stare alla larga dai siti internet che fanno sbandare il movimento tradizionale

Ho ricevuto varie lettere da parte di lettori amareggiati da quel che avviene su certi siti pseudo “tradizionalisti”, che usano un linguaggio simile a quello degli scismatici. Tempo fa mi ha colpito la lettera di un lettore che non essendo molto informato su queste cose, mi ha detto di essere “disorientato”. Ecco la risposta che gli ho inviato.

Carissimo in Cristo,
                               il tema su cui hai chiesto chiarimenti è molto importante, cercherò di risponderti in maniera esplicita, perché sbagliare in questo campo significa mettersi in grossi guai spirituali.

Tra cattolici, un conto è avere delle sensibilità diverse, altro conto è avere dei dogmi diversi, quest'ultima cosa è moralmente inammissibile. Purtroppo ci sono dei "teologi" che diffondono delle vere e proprie eresie in campo dogmatico e morale, ad esempio negano che Gesù sia risorto, che sia presente nel Santissimo Sacramento, che il purgatorio esista, che l'inferno sia eterno, che i matrimoni tra omosessuali siano immorali, ecc. Questa eresia modernista sta causando la perdita della fede in tante anime. È necessario opporsi al modernismo, ma bisogna farlo con prudenza, senza cadere in un eccessivo estremismo, come purtroppo fanno alcuni fedeli.

Ti confido che non mi piace affatto il comportamento di certe persone che pur dicendo a parole di essere dalla parte della Tradizione, tuttavia col proprio modo di fare danneggiano tutto il movimento tradizionale. Purtroppo, come tu stesso hai notato, certi siti “tradizionalisti” hanno uno stile che a mio avviso non produce buoni risultati, poiché visitandoli si rimane amareggiati, sconfortati, delusi, arrabbiati e demoralizzati. Insomma, quei siti non fanno altro che seminare disfattismo e scoraggiamento tra i fedeli. C'è modo e modo di denunciare i misfatti dei modernisti. Comunque, non sono l'unico a pensarla così, infatti ho ricevuto altre lettere di persone che la pensano allo stesso modo.

Il mio consiglio fraterno è di frequentare solo siti internet che ti edificano l'anima, non quelli dei fedeli “pessimisti e arrabbiati” che causano solo delusione e scoraggiamento.

Spero tanto di esserti stato di qualche aiuto. Approfitto dell'occasione per porgerti i miei più cordiali saluti in Gesù e Maria.

Cordialiter

Crimini "democratici"

Adolf Hiltler, il Führer del Reich germanico, è morto nel 1945. Purtroppo, alcuni aspetti della sua assurda e anticristiana ideologia sono ancora vivi nella società attuale. Credere che il razzismo e la statolatria siano gli unici punti censurabili del nazionalsocialismo non è corretto. Ci sono altre cose degne di disprezzo.

Pensiamo all'eutanasia. Quanti malati vennero uccisi durante il regime nazista! Da alcuni anni, vari Stati democratici hanno legalizzato l'eutanasia. Se qualche malato è stufo di vivere (oppure qualche suo parente è stufo di sopportarlo), con la "dolce morte" si risolve il “problema”. Secondo l'ideologia nazionalsocialista anche le persone affette dalla sindrome di down erano esseri indegni di vivere, pertanto nella Germania hitleriana vennero soppressi in gran numero. Questo è un crimine odioso che grida vendetta al cospetto di Dio. Oggi se una mamma non vuole un figlio down è sufficiente che si rechi in una clinica per farlo assassinare mediante il crudele delitto dell'aborto.

Hitler, tramite le pratiche eugenetiche, stava "producendo" una razza tedesca fatta da persone ariane, bionde e con gli occhi azzurri. Oggi l'eugenetica si è evoluta ed è possibile manipolare gli embrioni umani per fabbricare un figlio secondo i propri desideri. Magari biondo e occhi azzurri come piaceva al "Führer und Reichskanzler" (Capo e Cancelliere del Reich).

Ciò non significa che tutti coloro che compiono queste pratiche immorali siano dei nazionalsocialisti. Tuttavia è indubbio che costoro la pensano (almeno su certe tematiche) in modo molto simile al Führer.

Insomma, pur essendo Hitler morto da tanti anni, alcuni aspetti dell'ideologia hitleriana (aborto, eutanasia, eugenetica) continuano ad essere vivi e a fare danni.

Pensiero del giorno

La Madonna piange anche sul Santuario, e sui Chiostri. Si ragiona troppo, e si vive poco di Fede. All'ubbidienza ecclesiastica e religiosa, sottentra il culto della personalità. Alla mortificazione sacerdotale e cristiana, succede uno spirito edonistico, che è affatto nemico alla Croce di Cristo. Anche il clero va secolarizzandosi nello spirito. Sono cose che mi fanno paura. 


(Cardinale Ildefonso Schuster)

martedì 19 settembre 2017

La prima volta alla Messa tridentina

“Letizia” (pseudonimo utilizzato da una lettrice del blog per firmare i suoi post), da quando si è convertita, ha cominciato a vivere il cristianesimo in maniera profonda e devota, e a praticare un’intensa vita spirituale. Ormai è dall'aprile del 2013 che mi scrive, e tra noi si è instaurato un fortissimo legame di fraterna amicizia spirituale. Tra tutte le persone con cui sono contatto, è una di quelle che stimo maggiormente per l’ardore con cui ama la Santissima Trinità. Tempo fa, dopo essere andata per la prima volta in vita sua a una Messa in rito antico, le ho proposto di rilasciarmi un’intervista-testimonianza su questa esperienza, e lei, nonostante il poco tempo libero a disposizione, ha accettato di rispondere alle mie domande. Approfitto dell'occasione per ringraziarla di cuore per avermi concesso il privilegio di essere suo amico. In questa crudele e corrotta società in cui viviamo è divenuto ormai raro trovare in giro amicizie sincere e fraterne come quella che "Letizia" mi sta donando da anni.


- Perché hai deciso di andare per la prima volta a una Messa celebrata col venerabile rito antico?

- Sono venuta a conoscenza dell'esistenza della Messa tridentina grazie al tuo blog, qualche anno fa. Inizialmente non avvertivo il desiderio di parteciparvi e onestamente non sapevo che nella mia città c'era la possibilità di accostarsi a questa celebrazione. Il desiderio ha cominciato a farsi strada nel mio cuore quando nella mia parrocchia hanno cambiato parroco, che da subito mi ha stupita per il suo modo frettoloso di celebrare Messa. Nel corso dei mesi mi ero accorta che questo non giovava alla mia fede e alla mia anima. Ma avendo paura che questa mia impressione fosse frutto di una sottile tentazione, continuai a frequentare la mia parrocchia, reprimendo la mia sensazione, fingendo a me stessa che tutto andava bene. Poi un giorno alcune persone che frequento, appartenenti ad un gruppo di preghiera, mi invitarono a partecipare alla Messa in rito antico e dissi di sì! 

- Ti sei trovata "spaesata" oppure ti sei "ambientata" subito?

- Ero emozionatissima! Credevo di non essere all'altezza o di non riuscire a sentire quel coinvolgimento e la reale presenza di Gesù a causa di un rito e una lingua sconosciuti. Ma appena varcata la soglia della chiesa mi sono sentita subito a casa, ero nel posto giusto. C'era un silenzio angelico, non la confusione, le persone erano diligentemente in attesa e non si guardavano attorno come spesso accade altrove.

- I modernisti dicono che nella Messa tridentina il sacerdote "dà le spalle al popolo". Invece noi cattolici fedeli alla Tradizione diciamo che alla Messa in rito antico "siamo rivolti verso il Signore". Ti sei trovata a disagio nel vedere il prete rivolto verso Dio?

- Osservare per la prima volta che il sacerdote è rivolto verso il Signore, mi ha insegnato qualcosa, perché io ero lì anche per imparare e da allieva ho cercato di prestare la massima attenzione. Questo rivolgersi al Signore senz'altro esalta e valorizza il significato della santa Messa e permette di viverla con grande raccoglimento.

- Secondo i modernisti i fedeli assistono passivamente alla Messa tradizionale. Tu durante la celebrazione hai visto i fedeli assistere in modo passivo o attivo?

- Oh no! Niente di più falso! I fedeli non assistono passivamente alla Messa tradizionale, io ne sono testimone in quanto per imparare ho dovuto guardare gli altri per capire quando inginocchiarmi o quando e cosa dire...Era la prima volta e sono stata piacevolmente costretta a copiare dai fratelli che mi stavano vicino.

- Nel rito tradizionale il Canone della Messa viene recitato a bassa voce dal sacerdote. Durante la Consacrazione si rinnova in maniera incruenta il Santo Sacrificio di Gesù Cristo, il quale viene immolato come Vittima di espiazione per i nostri peccati. In quei momenti di apparente silenzio ti sei annoiata, oppure hai pregato in cuor tuo offrendo alla Santissima Trinità il Sacrificio del Redentore Divino?

- Forse per qualcuno sembrerà strano, ma è nel silenzio che meglio si osservano i gesti del sacerdote. Ed è nel silenzio che entra a gran voce la presenza di Gesù nei cuori in una cornice di sacra ritualità. E ho avuto la sensazione che Gesù fosse lì vicino a me e ascoltasse le mie preghiere. 

- Nel rito antico la Comunione viene ricevuta in ginocchio e solo sulla lingua (no sulla mano). Ti piace ricevere il Corpo di Cristo in questo devoto modo?

- Io questo cercavo! Di solito la Comunione viene adagiata sul palmo della mano e pochissimi la ricevono sulla lingua e non so come fanno! Io non so quante cose tocco con le mani prima di entrare in chiesa, le mie mani sono sporche, per non parlare poi dei frammenti che possono restare sulla mano e cadere per terra. A me piace ricevere il Corpo di Cristo sulla lingua e sono convinta che sia giusto così, sento che è la maniera giusta perchè riceviamo Gesù.

- I modernisti usano parole di disprezzo nei confronti della liturgia tradizionale. Tu invece hai intenzione di farla conoscere anche alle tue amiche e ai tuoi conoscenti?

- Io ho già cominciato con molto entusiasmo a raccontare la mia esperienza di Messa tridentina alle persone che conosco, sia all'interno della mia parrocchia che al di fuori, come ad esempio nell'ambiente di lavoro. Spero che il mio entusiasmo convinca qualcuno, anche solo una persona è già una conquista, ad avvicinarsi alla Messa tradizionale. Anche solo per curiosità, il resto del "lavoro" lo fa Gesù!

- Io penso che la lingua latina, con la sua maestà e nobiltà, sia particolarmente adatta ad elevare l'anino alla sacralità. Lo hai notato pure tu?

- Beh, sì, io ad un certo punto della Messa ho avvertito come già detto la presenza di Gesù, ma per la prima volta ho meditato anche sulla reale presenza attiva degli angeli e di Maria Santissima durante la Celebrazione. Non ho sentito la loro presenza, ma posso dire che credevo ci fossero, come atto di fede, così come un bambino crede alla mamma e al papà, alle loro promesse, senza vedere ancora le promesse realizzarsi, solo perchè il bambino ama i suoi genitori.

- I fedeli che hanno assistito al Santo Sacrificio erano in maggioranza anziani oppure giovani?

- Erano in maggioranza giovani e questo è un fatto positivo perchè i giovani con il loro entusiasmo sanno portare Gesù a coloro che da Gesù sono lontani e possono far conoscere la Messa tridentina a molte persone, in quanto essendo studenti o lavoratori hanno una vita sociale attiva. Infatti ho conosciuto alcuni giovani impegnati in attività molto diverse tra loro.

- Non vedi l'ora di assistere nuovamente alla Messa tridentina?

- Si, non vedo l'ora e perciò mi sto preparando anche nelle piccole cose, che possono sembrare esagerate o di poca importanza a chi preferisce il rito moderno e svalorizza il rito antico, e queste cose sono: procurarmi di andare a Messa con l'abito adatto e il velo per coprire i capelli. 

- In genere i fedeli legati alla liturgia tradizionale affermano che quando assistono al rito antico percepiscono in maniera forte la sacralità e l'essenza sacrificale della Messa. Visto che le anime devote rimangono molto edificate, ritieni che dovremmo impegnarci di più nel far conoscere questo inestimabile tesoro spirituale che è la Messa tradizionale in latino?

- Sì, è doveroso. Il tuo blog lavora anche in questo senso e noi fedeli abbiamo dunque il dovere e il piacere di far conoscere questo splendido rito, con molta semplicità, raccontando le emozioni provate e invitando i propri amici e conoscenti a parteciparvi.

Pensiero del giorno

Nei suoi pareri e decisioni non usi mai la severità. Il Signore non la vuole. Giusto sempre, severo mai. Dia sempre la soluzione che permetta alle anime di respirare. Non si stanchi d'insistere sulla confidenza. Si persuada che le anime hanno soprattutto bisogno di essere incoraggiate e di credere sempre più nell'amore di Dio, che è immenso.


(Pensiero di Padre Felice Maria Cappello S. J. - 1879-1962)

lunedì 18 settembre 2017

Non abbandoniamo le anime del purgatorio!

Ogni tanto mi scrive un'insegnante che da anni è una fedelissima lettrice (e generosa sostenitrice) del blog. Tempo fa le chiesi di scegliersi uno pseudonimo da usare per pubblicare le sue e-mail, e lei scelse "Elvira". Qualche tempo dopo mi chiese di ringraziare il prete che ogni mese celebra una Messa tridentina per il bene delle anime dei sostenitori del blog (alcune volte ha celebrato la Messa per le anime dei parenti defunti dei lettori/sostenitori).


Carissimo Cordialiter,
spero tu stia bene. Ho appena fatto una donazione in tuo favore in onore e a merito di quel sacerdote che generosamente celebra le Messe per tutti noi. Siccome immagino che non accetterebbe questa mia donazione per le Messe, considerala come se te l'avesse fatta lui. Ti prego di ringraziarlo a nome mio. Non puoi immaginare come la sua generosità tocchi il mio cuore. Era un po' che ci pensavo, ma per pigrizia ho sempre rimandato. Seguo sempre il tuo blog e continuo a trarne grandi benefici.

Un caro saluto e tanto bene.

Tua sorella in Cristo,

Elvira


Cara sorella in Cristo,
                        innanzitutto sento il bisogno di ringraziarti di cuore per la donazione che mi hai generosamente inviato. Se i miei blog stanno facendo del bene alle anime, il merito è da condividere con coloro che sostengono con libere donazioni l'enorme lavoro che c'è dietro. Supplico la Santissima Trinità di ricompensarti con la grazia della perseveranza finale!

Sono rimasto colpito dal tuo forte interesse per le anime sante del purgatorio. Se vuoi, durante il mese di novembre, potresti offrire a Dio tutte le tue buone azioni (comunioni, preghiere, penitenze, opere di misericordia, ecc.) e le azioni "indifferenti" (mangiare, lavorare, ecc.) a suffragio delle anime del purgatorio, le quali soffrono assai per la separazione dal Signore, fine ultimo della nostra esistenza (la loro sofferenza è una sorta di "martirio d'amore"). Che bel gesto di carità fraterna nei loro confronti!

Nel libretto intitolato “I nostri morti – La casa di tutti”, Don Giuseppe Tomaselli narra un fatto che fa riflettere. Un giorno, un anziano sacerdote gli disse che viaggiando tanto per l'Europa, l'Asia e l'Africa, aveva avuto modo di conoscere numerosi religiosi e prelati; ma l'uomo più santo che aveva conosciuto era stato Mons. Giovanni Battista Marenco, lo zelantissimo vescovo della diocesi di Massa Carrara, morto il 22 ottobre 1921. Dopo circa sette anni dal decesso, in un convento di suore salesiane accadde un fatto sorprendente. Una sera, verso l'imbrunire, la suora portinaia era nel cortile. Il portone era chiuso. Con sua meraviglia vide sotto i portici un ecclesiastico che passeggiava col capo chino e meditabondo. La suora domandò tra sé chi fosse quella persona, e come avesse fatto ad entrare se il portone era chiuso. Avvicinatasi riconobbe Mons. Marenco.

- Eccellenza, e voi qui?... Non siete morto?...
- Mi avete lasciato in Purgatorio!... Ho lavorato tanto in questo Istituto e non si prega più per me!
- In Purgatorio?... Un Vescovo così santo?...
- Non basta esser santi davanti agli uomini; bisogna essere tali davanti a Dio!... Pregate per me!...

Ciò detto, sparì. La suora corse ad informare la superiora, e l'indomani tutte e due si diressero alla volta di Torino, per narrare il fatto al Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Filippo Rinaldi, il quale indisse pubbliche preghiere nel Santuario di Maria Ausiliatrice, onde intensificare i suffragi. Dopo una settimana Mons. Marenco riapparve nello stesso Istituto, dicendo: Sono uscito dal Purgatorio!... Ringrazio della carità!... Prego per voi! -

Questo fatto deve far riflettere. Se un vescovo zelantissimo e di grande virtù è stato tenuto per anni a soffrire atrocemente in Purgatorio, figuriamoci cosa accade a quelle anime che conducono una vita rilassata e peccaminosa, e che si salvano per un pelo, dopo aver fatto in fin di vita una Confessione appena accettabile.  

Se vuoi approfondire tema delle anime del purgatorio posso inviarti il link del libretto devozionale "I nostri morti - La casa di tutti", da poter leggere comodamente sullo smartphone.

Anche se non ti conosco personalmente, ormai ti considero come una sorta di "sorella maggiore". In effetti dovrebbe essere normale tra cattolici considerarsi fratelli. Ai tempi di San Paolo i pagani restavano meravigliati nel vedere i cristiani volersi bene come fratelli. Del resto è stato proprio il nostro amorevole Redentore Divino ad ordinarci di amarci gli uni gli altri come Lui ha amato noi, aggiungendo che in questo modo tutti ci avrebbero riconosciuti come suoi seguaci.

Rinnovandoti la mia gratitudine, ti porgo i miei più fraterni e cordiali saluti in Cordibus Jesu et Mariae.

Cordialiter

Pensiero del giorno

Gli Ordini Religiosi vivono dei loro ricordi storici. I Seminari di molta parte d'Italia mancano di veri educatori. Si sente il bisogno di vaste riforme, ma bisogna pregare perché Dio ne faccia sentire la necessità ai Supremi Piloti della Nave. Senza di essi, non si fa nulla. 


(Cardinale Ildefonso Schuster)

domenica 17 settembre 2017

Comunione sacramentale

Per fare una buona comunione due condizioni sono necessarie ed anche sufficienti: lo stato di grazia e la retta intenzione. [...] Ha retta intenzione colui che riceve la santa comunione per soddisfare al desiderio del Signore, per unirsi più intimamente con Cristo, o per trovare nella comunione un rimedio contro le proprie debolezze e miserie. [...] Per ricavare, tuttavia, frutti più abbondanti dalla comunione, è necessario [...] accostarsi alla mensa eucaristica con grande fede, con profonda umiltà e compunzione del cuore, e con vivo desiderio di ricevere Cristo e di unirsi più intimamente a lui. A misura che queste disposizioni sono più perfette, anche il Sacramento produce frutti più copiosi. Donde la necessità di una buona preparazione, prima di fare la santa comunione, di un grande raccoglimento nel riceverla, e di un fervido ringraziamento, dopo averla ricevuta. 

[...] L’effetto proprio della santa comunione è di essere il soprannaturale cibo dell’anima, e di effettuare l’unione con Cristo e con i membri del corpo mistico di Cristo. Una buona comunione aumenta la virtù infusa della carità (effetto primario del sacramento dell’altare), e quindi anche la grazia santificante, nonché le virtù infuse ed i doni dello Spirito Santo, connessi con la grazia e la carità. Dà inoltre un diritto costante a ricevere, nel momento opportuno, speciali grazie attuali per raggiungere l’effetto proprio del sacramento, ossia per frenare il soverchio amore di se stesso, per nutrire l’amore di Dio, Padre nostro, e del prossimo amato in Dio, e per divenire sempre più simili a Gesù Cristo, sacerdote e vittima. Secondo una sentenza ben fondata, la comunione produce anche una disposizione stabile, che medica la piaga dell’egoismo, tanto profonda nella natura decaduta. A motivo di questa cura speciale di Cristo, per chi si è nutrito della sua Carne e del suo Sangue, l’Eucaristia preserva dal peccato, ed è pegno della gloria futura e della risurrezione della carne. Se, durante i momenti che seguono immediatamente la comunione, colui che si è comunicato è attento alla presenza di Cristo, e si applica a porre con fervore gli atti di amore del Signore, ai quali, in virtù del Sacramento, viene incitato, la comunione ha anche per effetto un vero rifocillamento dell’anima, ed una gioia, che alle volte è anche sensibile. Mediante questi atti (i quali tuttavia, a cagione di distrazione o di ignavia da parte del soggetto, alle volte non seguono), la santa comunione è anche causa indiretta della remissione dei peccati veniali, sufficientemente ritrattati negli atti ai quali eccita, e di una parte delle pene ancor dovute per le colpe già rimesse. Il Concilio di Firenze compendia gli effetti della comunione dicendo che produce una alimentazione spirituale simile a quella corporale, prodotta dal cibo e dalla bevanda comuni, ossia che sostiene, aumenta, ripara e conforta (Denz. 698). 

[...] Il momento più indicato per ricevere la santa comunione [...] è durante la santa Messa, dopo la comunione del sacerdote (Pio XII, Enc. Mediator Dei, del 20 novembre 1947 [...]). Le preghiere della S. Messa, recitate con attenzione e fervore, sono molto adatte per eccitare le disposizioni, che debbono animarci al momento di ricevere la santa comunione. 

Il ringraziamento, dopo la santa comunione, deve, innanzi tutto, consistere in fervidi atti di amore per Dio, in un colloquio intimo con Cristo, ed in una dedizione totale di se stesso al servizio del Signore, utilmente concentrata in un proposito particolare, di immediata applicazione pratica. Il tempo del ringraziamento è anche il momento più opportuno per domandare al Signore grazie di unione intima con lui e di perseveranza, e per raccomandare persone o intenzioni speciali, nonché i bisogni generali della Chiesa e delle anime. Chi non avesse la possibilità di rimanere, dopo la santa comunione, un quarticello d’ora in chiesa, potrebbe fare il ringraziamento recandosi all’ufficio, alla scuola o al lavoro. È anche opportuno ripensare, durante il giorno, al grande dono della santa comunione ricevuta la mattina, e rinnovare allora i sentimenti di gratitudine e di totale dedizione di se stesso a Dio. [...]

[Brano tratto da "Dizionario di Teologia Morale", voce “Comunione” scritta da Dom Gregorio Manise, O.S.B., Editrice Studium, 1957].

Pensiero del giorno

Sei bello Gesù buono, il mio povero cuore non sa dire altro e si tace amandoti ed ama tacendo un oggetto così degno d'amore.


(Brano tratto da "La vita di N. S. Gesù Cristo" di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa)



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sabato 16 settembre 2017

Il battaglione islamico del Duce

Tempo fa ho letto un’avvincente biografia di un sacerdote trentino, Padre Gabriele da Casotto (1901-1990), al secolo Candido Sartori, il quale in gioventù era stato un milite del Tercio, cioè la legione straniera spagnola, allora comandata dal generale di brigata Francisco Franco, che in seguito diventò "el Caudillo de España". Alcuni anni prima dello scoppio della guerra civile spagnola, Candido abbandonò la legione, tornò in Italia, e si arruolò nell'Ordine religioso dei Frati Minori Cappuccini, dove gli venne imposto il nome di Gabriele. Dopo essere stato ordinato sacerdote, Padre Gabriele da Casotto si fece spedire missionario nella colonia italiana dell'Abissinia (Etiopia), dove lavorò arditamente nella propagazione della Fede tra gli indigeni. Dopo l'immane conflitto mondiale, Padre Gabriele dovette abbandonare l'Etiopia e andò in missione in Mozambico, che allora era una colonia del Portogallo di Salazar. Padre Gabriele notò la differenza tra le autorità portoghesi, le quali erano comprensive con i missionari e cercavano di venire incontro alle loro richieste, e le autorità italiane fasciste che aveva incontrato in Abissinia, che invece di favorire i missionari cattolici, facevano le preferenze nei confronti dei musulmani, nutrendo molta fiducia nei seguaci della religione di Maometto. In certi casi, arrivavano a mettere in difficoltà i poveri missionari pur di coccolare i maomettani, i quali molestavano copti, cattolici e pagani, per costringerli con la forza ad aderire all'islam. Venne formato un battaglione indigeno composto quasi completamente da islamici, che riscuoteva la simpatia dei fascisti. Quando nei primi mesi del 1941 si venne a sapere che l'esercito britannico stava avanzando speditamente dal Kenya verso l'Etiopia, quel battaglione indigeno si sfaldò come polistirolo (quasi tutti i soldati disertarono). Rimasero fedeli all'Italia solo dodici combattenti etiopi, tutti cattolici. E così finì il battaglione islamico agli ordini di Benito Mussolini in Africa Orientale. Sic transit gloria mundi.

La più entusiasta "tifosa" del blog

Ripubblico una breve e-mail che tempo fa mi ha scritto la più fedele ed entusiasta lettrice del blog. La ringrazio per le belle parole di incoraggiamento che mi spingono a continuare con impegno la battaglia spirituale sul web.


Carissimo fratello in Cristo,
                                            a costo di ripetermi vorrei proprio dirti che trovo che il blog sia una straordinaria fonte di ispirazione. (...) era proprio simpatico quel dialogo che avevi immaginato sulla posizione del manipolo: aveva il pregio di far sorridere e di far pensare!

Apprezzo anche la varietà di temi e di autori. Ogni giorno dopo aver recitato le Lodi mi collego al sito con grande letizia (e curiosità). Mi piace molto leggere i testi che proponi, le riflessioni delle persone che partecipano al blog. Oggi ho apprezzato gli scritti di Sant'Alfonso; la nostra società odia sentir parlare della morte eppure tutti un giorno moriremo e non sappiamo quando avverrà. Io ci penso spesso e spesso prego con le parole della bellissima sequenza Dies Irae: "Rex tremendae majestatis qui salvandos salvas gratis salva me fons pietatis".

Sono ben consapevole che in qualunque momento in qualunque istante potrei lasciare questo mondo e comparire al tribunale divino.

Ti ringrazio di cuore per questa opera che svolgi sul web; mi ricorda la parabola del seminatore.

Dio ti benedica!

Maristella 




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Pensiero del giorno

Lo Spirito Santo pose nel cuore a Maria la Purezza per essenza, Gesù, che si pasce tra i gigli immacolati e che è lo Sposo dei Vergini.


(San Luigi Guanella)

venerdì 15 settembre 2017

Onoriamo l'Addolorata!

Sant'Alfonso Maria de Liguori nel suo capolavoro intitolato “Le Glorie di Maria” afferma che sono grandi le grazie che Gesù ha promesso ai devoti della Madonna Addolorata. Infatti venne rivelato a Santa Elisabetta che San Giovanni Evangelista, dopo che la Beata Vergine fu assunta in cielo, desiderava ardentemente rivederla. Dio concesse questa grazia, e gli apparve la sua cara Madre Celeste insieme al Redentore Divino. La Madonna domandò a Gesù qualche grazia speciale per i devoti dei dolori che soffrì nel vedere l'atroce Passione di suo Figlio, e Gesù promise per essi quattro grazie principali: 1. Chi invoca la Madonna per i suoi dolori, prima della morte meriterà fare vera penitenza di tutti i suoi peccati. 2. Egli custodirà questi devoti nelle tribolazioni in cui si trovano, specialmente nell'ora della morte. 3. Imprimerà in loro la memoria della sua Passione, e poi in Cielo li premierà. 4. Egli porrà tali devoti nelle mani di Maria affinché ella ne disponga a suo piacere e ottenga loro tutte le grazie che desidera.

Pertanto è vivamente raccomandabile accendersi nella devozione alla Madonna Addolorata e diffonderla il più possibile.

Pensiero del giorno

La Madonna ci vuole troppo bene.


(Don Bosco)

giovedì 14 settembre 2017

Avviso da Mantova




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Decimo anniversario della liberalizzazione della Messa tradizionale

Oggi ricorre il decimo anniversario dell'entrata in vigore del Motu Proprio “Summorum Pontificum” che ha liberalizzato l'utilizzo del Missale Romanum del 1962. Senza alcun dubbio si è trattato di un avvenimento epocale che sta apportando, e apporterà ancora di più in futuro, dei benefici spirituali inestimabili. Il rito antico non è più un qualcosa di “tollerato”, ora è un vero e proprio diritto dei fedeli e dei sacerdoti. Benedetto XVI ha abbattuto la “cortina di ferro liturgica” che per anni ha impedito a tanti cattolici di poter soddisfare le proprie legittime aspirazioni.

Come sono andati questi dieci anni? Se devo essere sincero, quando venne pubblicato il Motu Proprio pensavo che i denigratori della Messa tridentina si sarebbero “limitati” all'ostracismo silenzioso, non mi aspettavo affatto una ribellione così sfacciata, arrivando ad esercitare pressioni, minacce e punizioni nei confronti dei tradizionalisti, e a pubbliche manifestazioni di dissenso nei confronti del Papa. Insomma ci è mancato solo l'olio di ricino nei nostri confronti. :-) Ma come è possibile tutta questa rabbiosa avversione nei confronti di un rito sacro che ha nutrito innumerevoli anime nel corso dei secoli? Questo indica che la situazione spirituale generale è decisamente più grave del previsto. Odiare la Messa di san Pio V significa essere a un passo dalle tesi di Lutero. Comunque, la repressione non è riuscita a frenare l'avanzata della Tradizione. I fedeli interessati alla liturgia tradizionale sono aumentati in maniera esponenziale, nelle librerie hanno spopolato numerosi testi filo-tridentini, i centri di Messa si sono moltiplicati a dismisura, alcune comunità religiose hanno aderito al rito antico, circa 400 vescovi di tutto l'orbe cattolico hanno celebrato pubblicamente il Santo Sacrificio secondo l'usus antiquior. Dunque il bilancio è nettamente positivo visto che la situazione è decisamente migliorata rispetto al passato. Certo, bisogna riconoscere che ci sono delle accanite “sacche di resistenza”, ma ormai è impossibile per i denigratori della liturgia antica fermare il movimento tradizionale; sarebbe come tentare di fermare un fiume in piena.

Pensiero del giorno

La via della croce è quella che conduce a Dio.


(Don Bosco)

mercoledì 13 settembre 2017

Tiepidezza nella vita spirituale

Tempo fa una liceale mi ha scritto dicendomi di sentirsi tiepida e chiedendomi qualche consiglio al riguardo. Riporto la mia risposta nella speranza che possa essere di qualche utilità anche ad altre persone.


Carissima in Cristo,
                                 la tiepidezza è causata principalmente dai peccati veniali fatti con piena avvertenza, i quali non uccidono l'anima, ma la fanno diventare “rammollita”, arrestando così il cammino di perfezione cristiana. Nella vita spirituale il non progredire equivale a retrocedere.

Il cristiano deve sentirsi come un soldato in servizio permanente effettivo nella lotta contro i nemici dell'anima. Militia est vita hominis super terram (Iob 7,1). Ma se un soldato non si allena alla lotta, quando giunge il momento della battaglia, viene sconfitto dai nemici. Il combattimento spirituale si vince rimanendo sempre allenati. In che modo? Innanzitutto evitando tutti i peccati veniali pienamente avvertiti, come le piccole bugie, le impazienze, i modi “ruvidi” col prossimo (soprattutto coi familiari), le piccole mormorazioni, la golosità nel mangiare, l'eccessiva curiosità, ecc.

Oltre alla preghiera quotidiana, è importantissimo fare delle mortificazioni, le quali aiutano l'anima a rimanere allenata nel dominio della propria volontà. Ad esempio è bene rinunciare ogni tanto a mangiare una caramella, ad usare l'ascensore e l'automobile, ad ascoltare una canzone, a leggere subito una lettera che si è appena ricevuta, a guardare un film lecito, a discolparsi quando si riceve un rimprovero e a fare altri “fioretti” del genere. Possono sembrare piccole cose, ma sono molto utili all'anima devota che cerca la perfezione cristiana.

Per approfondire l'argomento puoi leggere il magistrale "Compendio di Teologia Ascetica e Mistica" del dotto Padre Adolfo Tanquerey.

In Corde Matris,

Cordialiter

Messa per i parenti dei finanziatori del blog

Venerdì 15 settembre verrà celebrata una Santa Messa per chiedere a Dio la salvezza eterna delle anime dei sostenitori del blog, cioè di coloro che mi hanno inviato almeno una donazione, anche di modico valore, per consentirmi di poter dedicare una parte importante del mio tempo alla gestione dei miei blog religiosi, i quali ormai costituiscono quasi l'unica fonte delle mie entrate. Pertanto, se i miei blog sono ancora in funzione e continuano a dare conforto a tante persone, il merito è anche dei lettori-sostenitori. Dio ricompensi queste persone dal cuore grande e i loro parenti con le grazie necessarie alla salvezza eterna, che è l'unica cosa che importa davvero nella vita!

Il Santo Sacrificio del Redentore Divino verrà offerto alla Santissima Trinità da un sacerdote molto caritatevole (è lui stesso un sostenitore del blog). Che Dio ricompensi pure lui con la vita eterna!

La "rivoluzione permanente" dei progressisti

Dagli scritti del cardinale Giuseppe Siri (1907-1989).

In un primo momento si è gettata una confusione nel campo delle idee. [...] In un secondo momento, dopo aver gettato la confusione nella Fede, fondamento di tutto, si è aggredita la morale, per rendere nulla la norma e lasciare libertà di espressione ad ogni atto umano. A questo punto si sono attaccati gli elementi esterni che «tenevano insieme la compagine ecclesiastica del Clero»: abito, seminari, studi, con una confusione estrosissima di iniziative culturali innumerevoli. Poi si è immessa la idea sociologistica del paradiso in terra al posto del Cielo, della rivoluzione permanente invece della pace e si è dato un valore simbolico agli atti di culto verso un Signore ormai confinato nelle nebbie. Si è discusso del celibato sacerdotale, anche da maestri, ignorando che la Chiesa non era stata più in grado — almeno questo! — di migliorare e fare avanzare i popoli dove il celibato era abolito. Ultimo e permanente ritrovato: discutere su cose certe, come se non lo fossero, e non lo fossero da Gesù Cristo. Non tutti sono arrivati in fondo, molti sono arroccati senza aver una idea delle conseguenze sugli stati intermedi, altri hanno di pari passo saltato tutto e tutti. Al di sotto resta ancora il popolo, che è buono e al quale pensa Dio evidentemente. Si moltiplicano gli slogans, non si insegna il catechismo; si parla di pastorale e si disertano gradatamente tutti i ministeri; si parla della Parola di Dio e si insegna tranquillamente che è quasi tutta una fiaba, si disserta della vicinanza con Dio e si irride o la si tratta come se fosse risibile, la Santissima Eucarestia. Almeno in pratica.

[Brano tratto dalla "Rivista Diocesana Genovese" del gennaio 1975].

Pensiero del giorno

[...] prevedevo un rilassamento di spirito perché oramai sapevo bene per esperienza che l'anima mia, senza grandi sofferenze, non vive.


[Brano tratto da "Fui chiamato Dolindo, che significa dolore..." di Don Dolindo Ruotolo, Apostolato Stampa].

martedì 12 settembre 2017

Record di nuovi seminaristi per l'ICRSS

Chantal mi ha segnalato una notizia interessante: ben 24 nuovi ragazzi sono entrati nel seminario dell'Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote (uno dei principali istituti sacerdotali legati alla liturgia tradizionale), dove compiranno l'anno di spiritualità propedeutico agli studi filosofici e teologici che svolgeranno nei prossimi anni. Si tratta di un risultato molto positivo, basti pensare al fatto che tante popolose diocesi nemmeno in vent'anni riescono ad accogliere così tanti seminaristi. Ciò significa che l'avvenire appartiene alla liturgia tradizionale!

Quando i turchi volevano fagocitare la cristianità

(Brano tratto dal libro “Alla scuola di Maria – Catechismo mariano con esempi”, di Andrea Damino, Società Apostolato Stampa, 1947) 


Nel 1683, 200 mila Turchi stringevano d'assedio la capitale dell'Austria, Vienna, allora uno dei più forti baluardi della cristianità. Gli assediati compivano inauditi prodigi di valore, ma si vedevano sopraffatti dal numero dei nemici. Ancora pochi giorni e Vienna sarebbe stata distrutta dal ferro e dal fuoco; sarebbero state abbattute le sue chiese, venduti schiavi i suoi figli. La costernazione era generale. Nel grave pericolo i Viennesi ricorsero all'aiuto della Vergine, invocarono in pubbliche processioni il nome di Maria. Ed ecco giungere in tempo opportuno in aiuto degli assedianti un prode generale, il giovane re di Polonia, Giovanni Sobieschi, con 40 mila soldati.

Prima di gettarsi sul nemico, il generale gridò con fatidica voce: «Nel nome di Maria moviamo all'assalto; la vittoria sarà nostra!» La battaglia s'impegnò furibonda, e le scimitarre turche ebbero una completa disfatta. Maometto IV, colpito da una palla, cadde a terra in una pozza di sangue; il suo vessillo, preso dai polacchi, fu mandato al Pontefice Innocenzo XI, il quale riconoscente alla Vergine SS. di tale prodigiosa vittoria, ordinava che ne rimanesse perpetuo ricordo nell'orbe cattolico, istituendo a tal fine la festa del S. Nome di Maria, da celebrarsi ogni anno il 12 settembre.

Pensiero del giorno

Il diavolo ha paura della gente allegra.


(Don Bosco)

lunedì 11 settembre 2017

Amare Papa Pio VII

Pubblico un post scritto da Riesina, una gentile collaboratrice del blog, sul Servo di Dio Pio VII.


Spesso siamo noi Cattolici a chiedere una grazia a un Santo. Noi scegliamo il Santo, lo preghiamo, e gli chiediamo di intercedere presso Dio per ottenerci una grazia. Talvolta, però, può capitare che avvenga il contrario, e cioè che sia il Santo a scegliere noi, e di fare una grazia a noi. Gratuitamente. È quello che è successo a me, un mese fa circa, mentre ero in treno, per arrivare nella mia città universitaria (che si trova in Emilia). Qui avrei avuto un esame piuttosto difficile, in cui ero già stata bocciata quindici giorni prima. Lungo il viaggio, sono passata per Cesena. E, come in un flash, mi è comparso nella mente un nome. Pio VII. Di lui sapevo solo che durante il pontificato di Benedetto XVI era iniziato il processo di beatificazione. Così ho deciso che avrei affidato a lui il mio esame del giorno successivo. E Pio VII mi ha aiutata. Da quel momento, io affido tutte le mie giornate a Pio VII, oltre che a San Pio X, e mi preme molto che la sua causa di canonizzazione vada a buon fine, così da poterlo vedere venerato sugli Altari. Di seguito, propongo una breve biografia del Servo di Dio, così da farne conoscere la vita a chi non è ancora entrato in contatto con questo Papa così dolce e coraggioso. 

Barnaba Chiaramonti (il futuro Pio VII) nasce a Cesena il 14 agosto 1742, da una famiglia nobile ma non ricchissima. A quattordici anni, decide di entrare a far parte della comunità benedettina che a Cesena ha sede a Santa Maria del Monte. In seguito alla consacrazione, prende il nome di Gregorio. Nel frattempo, pure sua madre (che nel frattempo è rimasta vedova) sceglie di abbracciare la vita monastica, diventando suora carmelitana a Fano. Gregorio ha grandi capacità nello studio, e così i suoi superiori decidono di farlo perfezionare a Padova e a Roma, e in seguito insegna a Parma e a Roma. Nel 1775 il suo concittadino Giannangelo Braschi diventa Papa con il nome di Pio VI; conoscendo le doti del giovane, lo nomina prima priore dell’Abbazia benedettina di San Paolo fuori le Mura e poi, nel 1782, vescovo di Tivoli. Nel 1785, contestualmente alla nomina a cardinale, viene nominato vescovo di Imola. Nel frattempo, la Francia è scossa dall’ascesa di Napoleone, e le persecuzioni contro il clero sono all’ordine del giorno. Pio VI viene arrestato e condotto in Francia, dove muore a Valence nel 1799. Malgrado Napoleone avesse formulato il desiderio che con Pio VI finisse il papato, i cardinali si riuniscono in conclave a Venezia (che all’epoca non è occupata dai francesi ma si trova assoggettata all’Austria) e, il 14 marzo 1800, eleggono papa Gregorio Chiaramonti con il nome di Pio VII. Lo scelgono soprattutto considerandone il carattere mite e dolce, nonché la vasta cultura. Il nuovo Papa torna a Roma, e al suo arrivo trova una città in ginocchio. Riesce tuttavia a gestire la situazione anche grazie alla nomina del nuovo Segretario di Stato. Inoltre, notando come la situazione della Chiesa in Francia sia drammatica per via degli sconvolgimenti della rivoluzione, negozia con Napoleone un Concordato, nel 1801. Nel 1804, Pio VII è richiamato in Francia per incoronare Napoleone. Tuttavia la sua presenza si rivela essere solo marginale, in quanto l’imperatore prende la corona dalle mani del Papa e se la pone in testa, compiendo un gesto insolente e irrispettoso. Tuttavia il Papa, nella dolcezza del proprio carattere, non perde la speranza: tornando a Roma noterà come in Francia la Fede stia rinascendo. Negli anni successivi, però, la situazione precipita. Napoleone non rispetta più il Concordato. Le armate napoleoniche occupano Roma. Pio VII scomunica l’imperatore. Conseguentemente a questo atto, nel 1809, il Papa viene invitato a ritrattare; si rifiuta dicendo la celebre frase “Non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo” ed è quindi arrestato dal generale francese Radet. Giunto a Savona, i liguri cominciano immediatamente ad amare il pontefice romagnolo, il quale ha sempre un po’ di gentilezza per tutti. Nel 1812, Napoleone teme che le armate britanniche possano facilmente liberare il Papa, e così lo obbliga a trasferirsi a Fontainebleau, alle porte di Parigi. Pio VII arriva a destinazione stremato dal viaggio: durante il passaggio sul Colle del Moncenisio ha rischiato di morire ed ha ricevuto l’estrema unzione. Tuttavia, perdona il suo aguzzino. In Francia, Napoleone intavola una serrata trattativa con il Papa (nel corso della quale non si risparmiano gli insulti e i ricatti contro il pontefice) per indurlo a sottoscrivere un concordato molto restrittivo. Il Papa, che versa in condizioni fisiche precarie, finisce per firmare il concordato; tuttavia riesce a disconoscerlo anche grazie all’aiuto dei suoi cardinali di fiducia, nel frattempo arrivati a Fontainebleau. Nel frattempo, il potere imperiale vacilla sempre di più. In seguito all’abdicazione e all’esilio di Napoleone sull’Isola d’Elba, Pio VII può finalmente rientrare a Roma, che proprio in quell’occasione è stata liberata dal dominio napoleonico. Lungo tutto il viaggio, benedice senza sosta le folle accorse al suo passaggio. Nel corso della sosta presso il Santuario di Loreto, incontra un giovane Giovanni Maria Mastai Ferretti (il futuro Beato Pio IX), e probabilmente lo guarisce dall’epilessia. L’anno successivo, però, Napoleone riesce a fuggire dall’Isola d’Elba; Pio VII, temendo di essere nuovamente rapito, fugge da Roma per poi rientrarvi una volta scongiurato il pericolo, dopo la battaglia di Waterloo. In questo momento il Papa dimostra il proprio perdono verso l’imperatore: dopo aver saputo che Napoleone non ha un cappellano, decide di inviargli un sacerdote che lo assista nei suoi ultimi giorni a Sant’Elena. In più fa alloggiare tutti i familiari di Napoleone a Roma, considerando che in seguito alla fine del dominio napoleonico essi sono caduti in disgrazia. Inoltre, nel corso del Congresso di Vienna ottiene l’abolizione della schiavitù. Nel 1821 rende illegale la Carboneria ed afferma che la Massoneria non è in alcun modo compatibile con il Cattolicesimo. Muore il 20 agosto 1823, in seguito ad una caduta.